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mercoledì 17 maggio 2017

Ordine e metodo





Ok, ok, il titolo è ironico. Pulire questo locale mica tanto. Lo so bene perchè è il soggiorno  di casa mia.
Questa foto , permettimi la vanità, per me è proprio bella  : ha la nitidezza tipica del b/nero ( anche se ho usato un minimo di tendenza al "seppia ".

E poi è un'immagine che fa perdere gli occhi dell'osservatore in giro per la scena, cosa che può far pensare ad una carenza di soggetto, ed invece finora nessuno mi ha denigrato questa foto perchè , diciamo, è una delle varie modalità per impressionare un osservatore : o metti un soggetto forte, oppure tanti soggetti di pari forza, oppure vai di texture , oppure... insomma ci son tanti modi e questo è la tipologia " multisoggetto ".

La tecnica: beh, ovvio, occorre il treppiedi, tanto per dirtene una. Poi occorre la luce giusta, in questo caso era la  luce solare da  destra. Purtroppo però la finestra sullo sfondo è bruciatissima, per fortuna non rileva tantissimo nel complesso dell'immagine.

Per fare questa foto i parametri della macchina fotografica erano :

lunghezza focale : 10mm
diaframma : f/13
tempo : quel che vuoi per far stare l'esposimetro su "ok" , qui era se non sbaglio 3/10 di secondo, ma non è fondamentale, visto che la scena è immobile....
ISO : 100 , come sempre allo scopo - se possibile - di ridurre al minimo assoluto il rumore.

Ho usato , non so se si capisce  (dipende un po' dall'esperienza) , un obbiettivo grandangolare con distanza focale variabile da 10 a 18 mm. E' un Canon molto economico e " soddisfacente " per quanto riguarda l'utilizzo. Diciamo che non è tanto luminoso e quindi se lo usi col treppiedi non sbagli di certo.

Il grandangolare è un obbiettivo  in un certo senso meraviglioso  che se controllato decentemente deforma "il giusto " le immagini , come puoi vedere dall'inclinazione delle linee del soffitto o dalla pianta grassa sulla destra e relativo vaso.

Bisogna però stare molto attenti soprattutto alle focali minime, quando la tendenza alla deformazione risente in modo evidentissimo di come inclini la fotocamera : in sintesi, se sei davanti ad un palazzo e "guardi " in su , il palazzo diventa una piramide.
Se " guardi " in giù diventa  una ... un ... una piramide a testa in giù.
Confesso che non ho provato gli effetti dell'inclinazione dx-sx ma immagino che lo scherzetto sia lo stesso , però la deformazione colpisce le linee orizzontali anzichè verticali.

Insomma , hai capito che il grandangolare mi piace molto , anche se deforma mica poco e a volte genera le cosiddette " linee cadenti " che infastidiscono  puristi ed i critici. Belle le linee cadenti, danno profondità mostruosa alle immagini. Per evitarle, comunque , è fondamentale - come dicevo - evitare di inclinare la fotocamera, quindi per prendere tutto il soggetto ci si deve allontanare o alzare la fotocamera. Prova, prova e vedi.

Poi sul grandangolo ci sarebbe altro da dire ma non voglio perdere di vista il motivo di questa piccola trattazione della foto : il motivo è che la foto è un HDR falso.  HDR : vedere sul web cosa significa oppure leggere qualche altro post qui da me. Ma è importante la parola " falso " : in pratica ho fatto qualche foto con esposizione diversa ( chiara, molto chiara, normale, scura...) poi, anzichè usarne 3 con 3 esposizioni diverse,come si fa di solito, ho dato in pasto al sftware di elaborazione HDR la stessa foto triplicata : ottenuti i tre files, ne ho modificato l'esposizione di un paio di STOP in + e in - , ottenendo quindi la sovraesposizione e sottoesposizione che , all'incirca, avrei ottenuto con la fotocamera, senza " fare il furbo ".

Ebbene, il risultato è  soddisfacente : non solo il software si sbafa le foto senza accorgersi del trucco, ma il risultato finale è molto più nitido e definito rispetto ad usare le tre esposizioni tradizionali, ossia scattate con diverse impostazioni del tempo di apertura del diaframma.

Per tocco finale , come dicevo all'inizio, ho messo una puntina di seppia a tutta l'immagine.

Per dubbi, critiche, suggerimenti, inviti a bere birra,  scrivimi !









venerdì 21 aprile 2017

Rivergaro di sera



Questa foto è stata scattata , va beh...di sera , con una lunghezza focale molto corta e soprattutto con la reflex messa sul treppiedi con le gambe accorciate, in modalità pigmeo.

Quando si mette la reflex in basso, con una focale corta, si deve guardare con attenzione all'inclinazione della macchina : se l'obbiettivo guarda verso l'alto le linee verticali ( spigoli di edifici, tronchi di alberi eccetera )  saranno convergenti  verso l'alto . Per spiegarti meglio :
un cubo sembrerà una piramide.

Se invece l'obbiettivo guarda verso il basso ( quindi ho montato la reflex su un treppiedi per watussi oppure sto fotografando da un balcone la via sottostante ) le linee verticali saranno  convergenti verso il basso. Quindi questa volta il cubo diventa una piramide che sta in equilibrio sulla punta.

Naturalmente ho esagerato un po' nel descriverti la deformazione degli oggetti ma ti assicuro che bisogna tener conto di questo fattore perchè è reale, concreto e influenza tantissimo sia l'estetica della foto sia la percezione prospettica .

Anche l'inclinazione laterale della reflex è importante, ma in questo post non ne parliamo per evitare confusione. Ricordati però di controllare anche questo aspetto : macchina orizzontale che non penda a sinistra o destra.

Nonostante tutte le belle parole che hai letto, la foto così come sfornata dalla macchina aveva le linee cadenti molto pronunciate. Si chiamano così le linee verticali quando, a causa di inclinazione reflex+focale molto corta + distanza relativamente ravvicinata dal soggetto, diventano oblique, troppo oblique e deformano l'immagine nel risultato finale.

Ora, non vorrei sembrare critico, ma io non le trovo un gran difetto, dato che assimilo questa visione a quella resa dagli occhi. Comunque... a chi piacciono le linee cadenti  dico di lasciare la foto intatta , agli altri dico come migliorarla :

metodo 1 : compra un obbiettivo decentrabile, facendo un mutuo, e il problema è risolto alla radice.

metodo 2 : via software , apri l'immagine RAW  con un software di ritocco ( cameraRaw, Gimp o altri ) e individua il menù delle correzioni prospettiche, fatto apposta per risolvere questo ed altri problemi.

Io ho usato CameraRaw, modificando i parametri della verticalità nel settore delle correzioni prospettiche, oltre ad un minimo di correzione delle deformazioni ( cuscinetto e barilotto) che avevo individuato ad occhio.

Attenzione però: correggendo i difetti devi per forza perdere dei ritagli di fotogramma perchè il software "inclina " la foto su un asse orizzontale e quindi per effetto di ciò nel rettangolo della scena alcune parti di immagine fuoriescono e alcune invece "entrano" ma, essendo prive di pixel, ti trovi lo sfondo del software ( nero/bianco o scacchiera ). Beh, insomma, alla fine occorre fare un ritaglio, tutto qui.

La foto che hai visto, nella sua versione finale, ha ancora conservato un po' di linee cadenti, per mia scelta. Invece non è stata una scelta quella bella impronta circolare "flare", che deriva da un riflesso di un lampione sulla lente. Purtroppo gli obbiettivi grandangolari sono dispettosi più degli altri.

DATI DELLA FOTO :

distanza focale : 10mm
apertura : f/11
tempo apertura : 3 secondi
ISO : 100
Treppiedi : siii
stabilizzazione : spenta
modalità : priorità di diaframma