Eccoci alla tripletta che probabilmente mette più in crisi i principianti, per cui vorrei cercare di farti chiarezza in modo rapido , sempre che ce ne sia bisogno, dividendo gli argomenti anche se, quando hai la macchina in mano, ISO diaframma e tempi sono collegati. Partiamo dagli ISO : la regola è che quando puoi devi tenere le impostazioni ISO della reflex più basse possibile, 100 o anche meno se la fotocamera ha questa possibilità . Questo per evitare la formazione di rumore nella foto (una specie di grana colorata fine ma visibile) . Ma gli ISO permettono di aumentare la capacità del sensore di fissare la luce ambientale e quindi, non potendo farne a meno, a volte si devono alzare i valori ISO, contando sul software della fotocamera per contenere il rumore. In questo senso sono stati fatti passi da gigante. Certe volte è inevitabile alzare gli ISO perché ciò contribuisce a ridurre il tempo di apertura di cui ora ti parlo .
Il tempo di apertura : come sai può variare da qualche millesimo di secondo a molto di più, anche un ora. Variare il tempo di apertura dell' otturatore serve ad ottenere due cose : modifica della quantità di luce che colpisce il sensore e quindi variare la luminosità della scena, e /o creare effetti nell' immagine. Per questo risultato è indispensabile la presenza di qualcosa che si muova nella scena, ad esempio :
- onde del mare
-aerei in volo
- scie di fumo
- mezzi e persone che passano
- zampilli di fontane
- auto in corsa
- onde del mare
-aerei in volo
- scie di fumo
- mezzi e persone che passano
- zampilli di fontane
- auto in corsa
Naturalmente l' esperienza e alcune provvidenziali tabelle reperibili in rete, nonché le caratteristiche dell' obbiettivo (ossia se è buio o luminoso) aiutano a impostare i tempi adatti per particolari effetti. Certo, fare una foto ad una lumaca con la scia richiede tempi di esposizione ben diversi da una foto con la moto da corsa che ti passa davanti.... Tuttavia è sempre un gioco di tempi. Sopra dicevo che un tempo lungo fa entrare più luce sul sensore e questo non va mai dimenticato altrimenti la foto con la scia della moto rischia di diventare chiarissima. Un problema di questo tipo si risolve mettendo davanti all' obbiettivo un filtro scuro. In questo modo il tempo lungo non abbaglia il sensore.
Apertura del diaframma :
La premessa è che più il diaframma è aperto e più entra luce, come col tempo di apertura lungo. E viceversa. Ma non solo...il diaframma molto aperto ti fa mettere a fuoco solo il piano della scena su cui appunto hai messo a fuoco. Davanti e dietro al piano invece c'è la scena sfocata. A rovescio, un diaframma molto chiuso tende a mettere a fuoco in profondità (da cui il nome 'profondità di campo') e quindi sia gli oggetti vicini sia quelli lontani saranno bei nitidi. Questo è il succo. Ma non solo.... Il diaframma chiuso facendo passar poca luce al sensore, fa allungare i tempi di esposizione, altrimenti la foto verrà scura, e viceversa. Infine... Un consiglio dedotto dagli articoli di recensione degli obbiettivi : la maggior qualità e nitidezza dell' immagine si ottiene con valori di diaframma intermedi, quindi evitando la chiusura e apertura massime. Quindi... Quando puoi, evita specialmente la massima chiusura, che genera pure altri disturbi alla scena (uno è la diffrazione che provoca caduta di nitidezza) . Generalmente, per paesaggi, si sta fra f /5.6 e f /16, poi ovvio... Si può sempre provare e ogni obbiettivo ha caratteristiche diverse da un altro.
Per collegare bene ISO, diaframma, tempo, leggi il post 'l' esposizione ' ,che è il risultato della loro combinazione.
La premessa è che più il diaframma è aperto e più entra luce, come col tempo di apertura lungo. E viceversa. Ma non solo...il diaframma molto aperto ti fa mettere a fuoco solo il piano della scena su cui appunto hai messo a fuoco. Davanti e dietro al piano invece c'è la scena sfocata. A rovescio, un diaframma molto chiuso tende a mettere a fuoco in profondità (da cui il nome 'profondità di campo') e quindi sia gli oggetti vicini sia quelli lontani saranno bei nitidi. Questo è il succo. Ma non solo.... Il diaframma chiuso facendo passar poca luce al sensore, fa allungare i tempi di esposizione, altrimenti la foto verrà scura, e viceversa. Infine... Un consiglio dedotto dagli articoli di recensione degli obbiettivi : la maggior qualità e nitidezza dell' immagine si ottiene con valori di diaframma intermedi, quindi evitando la chiusura e apertura massime. Quindi... Quando puoi, evita specialmente la massima chiusura, che genera pure altri disturbi alla scena (uno è la diffrazione che provoca caduta di nitidezza) . Generalmente, per paesaggi, si sta fra f /5.6 e f /16, poi ovvio... Si può sempre provare e ogni obbiettivo ha caratteristiche diverse da un altro.
Per collegare bene ISO, diaframma, tempo, leggi il post 'l' esposizione ' ,che è il risultato della loro combinazione.
Per quanto riguarda la foto di questo blog ( una conchiglia sporca di sabbia ), puoi vedere che la parte a fuoco è ridottissima. Questo perchè c'è un altro fattore che influenza la profondità di campo, oltre all'apertura del diaframma : la distanza focale. La distanza focale, in estrema sintesi, corrisponde a quanto " tiri " il tuo zoom oppure se si parla di un obbiettivo fisso coincide con il numerino scritto sull'obbiettivo dopo la " f/...". Siccome è sempre un po' problematico far corrispondere numeri alla realtà a cui siamo abituati, ti dico che una focale di f/50 corrisponde più o meno alla visione dei nostri occhi.
Quindi un f/18 corrisponde ad una visione alquanto grandangolare, mentre un f/200 è senz'altro un valore di un teleobbiettivo. 18 e 200 sono i valori della focale.
La foto della conchiglia è stata fatta con una focale apparente di f/35 : in realtà l'obbiettivo era stato allontanato dalla reflex di circa 20 cm grazie a dei tubi di prolunga ( un argomento interessante per le foto super-macro di cui parlerò in altro post ) e quindi " ad occhio " posso dirti che questa conchiglia, piazzata a circa 10 centimetri dalla macchina fotografica, è stata fotografata con una focale che non so quale valore abbia ma sicuramente superiore a f/200 !
Siamo quasi nel campo dei microscopi, dal quale mi ritiro con deferente ignoranza...
Quindi un f/18 corrisponde ad una visione alquanto grandangolare, mentre un f/200 è senz'altro un valore di un teleobbiettivo. 18 e 200 sono i valori della focale.
La foto della conchiglia è stata fatta con una focale apparente di f/35 : in realtà l'obbiettivo era stato allontanato dalla reflex di circa 20 cm grazie a dei tubi di prolunga ( un argomento interessante per le foto super-macro di cui parlerò in altro post ) e quindi " ad occhio " posso dirti che questa conchiglia, piazzata a circa 10 centimetri dalla macchina fotografica, è stata fotografata con una focale che non so quale valore abbia ma sicuramente superiore a f/200 !
Siamo quasi nel campo dei microscopi, dal quale mi ritiro con deferente ignoranza...
Se hai commenti, non esitare a scrivermi sul blog.

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