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domenica 1 gennaio 2017

La profondità di campo e dof master





In teoria, quando metti a fuoco su un certo soggetto, diciamo a 5 metri da te, metti a fuoco tutta la parte di scena a quella distanza, mentre ciò che è più vicino o lontano rimane più o meno sfocato e meno nitido, essendo fuori dal piano su cui hai messo a fuoco. Questa la teoria che però si può distorcere nella pratica ricordando che esiste la profondità di campo, ossia una zona più o meno profonda, rispetto al piano con il soggetto a fuoco, che può anch' essa essere nitida.
Ma non sempre : dipende da due fattori che sono la distanza focale e l' apertura del diaframma.

Nello schema qua sopra ho indicato con le due linee rosse tratteggiate un'ipotetica zona in cui ciò che ricade risulterà a fuoco, quindi solo una delle tre sfere.

La regola è che la massima profondità di campo ( ossia allontanare la distanza fra le due linee rosse )  si ha con distanza focale molto corta e diaframma molto chiuso. Ma non è finita qui!  C'è un modo, che si dice 'usare l' iperfocale ' per massimizzare la profondità di campo in modo da aver nitido da molto vicino alla fotocamera fino all' infinito.

Questo è molto interessante per i paesaggisti che spesso, inebriati dalla scena davanti a loro, vogliono assolutamente trasmettere a chi osserverà la loro fotografia tutti i dettagli della scena, da vicino alla reflex fino all'orizzonte. 

 Penso che il modo più rapido per diventare pratico di questo argomento sia semplicemente scaricare l' app gratuita dofmaster, per Android, e giocarci un po'.  


L' app ha un chiarissimo schemino grafico con cui si capisce se tutto è a fuoco oppure solo una fascia di certa profondità. Consiglio di usare questa app( o una simile ) ,  in quanto il suo utilizzo  è veramente semplice : occorre  inserire il modello della propria fotocamera, la distanza focale, il diaframma, la distanza fra soggetto a reflex ( ossia dove stai mettendo a fuoco ).

Giocando con dofmaster , che alla fine è un simulatore di profondità di campo, vedrai quest'ultima passare da , ad esempio mezzo metro di profondità fino all'infinito, in relazione all'apertura del diaframma e, come dicevo prima alla distanza focale. Quest'ultima la puoi leggere , essendo stampata sulla scala dell'obbiettivo.

 L' app ti restituisce le info per capire subito  che tipo di foto hai fatto, se tutta nitida o solo in una fascia di profondità.  Mi fermo qui, sottolineando che, ancora una volta, in fotografia le regole non  son regole e non è affatto detto che un' immagine tutta perfettamente a fuoco sia una bella foto...

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