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sabato 28 gennaio 2017

Linee, curve, incroci...





Ciao ! la  foto qui sopra è quasi un pretesto per fare pubblicità occulta ad un testo che ho letto tempo fa. Siccome potresti sospettare che, dietro alla battuta, ci sia davvero un interesse, mi limito ad indicare l'autore del libro ( Michael Freeman ) e non il titolo , così te li devi comperare tutti ....

Scherzi a parte, volevo solamente un attimo soffermarmi su quest'immagine per far notare ciò che forse hai già visto tu , ossia il richiamo fra la curva della schiena del modello (specifico che genitori mi hanno autorizzato a pubblicare la foto )  e la curva dell'alberello sullo sfondo.

Nel libro di cui parlavo prima l'abile Freeman analizza diversi  ottimi scatti fotografici ed evidenzia varie combinazioni  di curve, linee , parallele, incroci insomma illustra come far
 " funzionare " in modo efficiente una fotografia grazie alla presenza , nell'immagine, di ben definiti giochi di linee , dove gli occhi dell'osservatore corrono e poi si soffermano.  E' difficile descrivere questi effetti a parole, infatti ho preferito mettere una delle rare mie foto in cui questi principi sono stati applicati  ( per pura combinazione, ovviamente ! ) .

A parte questo discorso, giudica tu se questa è una bella foto : secondo ci sono diverse cose azzeccate:

- il bimbo ( sono sempre soggetti vincenti ) con gli occhiali da sole, come un piccolo adulto.
- l'evidenza del soggetto rispetto allo sfondo che rimane giustamente sfocato ( anche se forse era meglio uno sfondo appena appena più sfocato e meno...distraente dal soggetto )
- l'ora giusta per scattare : le luci sono basse , al tramonto e la luce proveniva da dietro di me , evitando rischio bruciature delle zone luminose. L'allungamento delle ombre rende la foto più piacevole .
- le famose curve di Freeman ( schiena ed albero curvo )

Non mi sembra invece azzeccatissimo il contrasto un po' eccessivo , ma è questione di gusti. E , ora che guardo meglio, il paletto verde sembra che esca dalla schiena del bimbetto.
Aspetta un attimo... accidenti, gli ho anche tagliato le mani ! Beh ora smetto di guardare la foto , altrimenti annullo il post intero ....

Insomma si poteva far meglio... ma questo si sa, è quasi sempre così... a me interessa spiegarti  lo scatto     e darti ( nei limiti della mia  esperienza dilettantesca  ) qualche dritta.

Ecco i dati del file  :

diaframma  f/5,6
tempo 1/30 di secondo
distanza focale 55

Non ho  usato il treppiedi per scongiurare il mosso, ed è stato un errore ( sono un collezionista di sbagli ) dato che ormai la luce ambientale era bassa. Infatti se ci fai caso la nitidezza del soggetto occhialuto non è al massimo. Se non ricordo male ho " trafficato " un po' con la post-produzione per migliorare la qualità. Vale comunque sempre la regola : se non parti da uno  scatto decente , non si fanno poi i miracoli. In realtà , con il mio obbiettivo, ormai so che il tempo di 1/30 di secondo è il limite per non trovarsi l'immagine mossa. In realtà ricordo che c'è anche una regola , quella del reciproco della lunghezza focale :

se lunghezza focale 50mm allora  il tempo di apertura  utilizzabile a mano libera: 1/50
e via così, modificando la lunghezza focale cambia il tempo di posa di conseguenza.

Siccome però la mia Canon ha il sensore APS-C  , interviene il  fattore di crop a rompere le scatole ,  per cui la formuletta diventa

 lunghezza focale 50 è in realtà 50 x 1,6(fattore di crop) = 80  --> tempo di posa è 1/80

Ed ecco che io, avendo usato 1/30 di secondi , ho fatto diminuire la nitidezza dello scatto, perchè l'otturatore è rimasto aperto per troppo tempo.

A proposito di treppiedi , a costo di pelarmi le dita sulla tastiera a furia si scriverlo, se ti piace fotografare paesaggi o in ambienti non tanto illuminati ma senza flash, non c'è altra soluzione :  il treppiedi dà sempre la massima qualità dell'immagine.  Non lo dico io, naturalmente, ma è una soluzione consolidata e mille volte già provata da altri : è vero che i sistemi di stabilizzazione dell'immagine ( in obbiettivo o in fotocamera, a seconda dei modelli ) sono molto efficaci, ma non raggiungono la qualità che offre l'uso del treppiedi. E poi... diciamolo... fa molto professionista !


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